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Regno di Napoli

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Il Regno di Napoli con le divisioni amministrative nel 1454

Citazioni sul Regno di Napoli.

  • [Nel Regno dei Borbone di Napoli il Preside] che governa una provincia intera, e ch'è capo di un tribunale composto di un capo di ruota, due uditori, un fiscale, ed un avvocato de' poveri, fa qui meno figura di quel che faccia un semplice governatore di cotesto Stato. [Infatti nello Stato pontificio] i Monsignori [...] si credono tante deità. Non invidio perciò cotesto governo. Non dico poi nulla de' Vescovi, i quali nessuna giurisdizione hanno sopra i secolari [...]. Non abbiamo Protettori Eminentissimi, e non vi son patentati, tutta gente perniciosa alla quiete dello Stato; e se qualche barone, o qualche ministro tentasse di opprimere un poveraccio, è pronta la real protezione. Veramente una volta i baroni eran tanti tirannotti; ma ora la presenza del Re gli ha resi umanissimi. (Romualdo De Sterlich)
  • È vero che gli abitanti di questo Regno sono rozzi, incostanti, oziosi ed anche simulatori; ma sono generosi, altruisti e le migliori persone del mondo se ci si sa adattare alle loro maniere. (Antoine-Augustin Bruzen de La Martinière)
  • Moltissimi a Napoli vogliono l'autonomia, ma sono sforzati a votare per l'annessione; e infatti la formula del voto e il modo di raccoglierlo sono sì disposti, che assicurano la più gran maggioranza possibile per l'annessione, ma non a constatare i desideri del paese. [...] I risultati delle votazioni a Napoli e in Sicilia rappresentano appena i diciannove tra cento votanti e designati. (Henry Elliot)
  • Ottantamila Italiani degli Stati di Napoli, marciano comandati dal loro Re, e giurano di non dimandare riposo, se non dopo la liberazione d'Italia. (Gioacchino Murat)
  • Quest'ampia, e possente parte d'Italia, che Regno di Napoli oggi s'appella, il qual circondato dall'uno, e dall'altro mare, superiore ed inferiore, non ha altro confine mediterraneo, che lo Stato della Chiesa di Roma, quando per le vittoriose armi del Popolo Romano fu avventurosamente aggiunta al suo Imperio, ebbe forma di governo non troppo diversa da quella, che sortì da poi ne' tempi degli stessi Romani Imperatori. Nuova politia sperimentò quando sotto la dominazione de' Re d'Italia pervenne. Altri cambiamenti vide sotto gli imperatori d'Oriente. E vie più strane alterazioni sofferse, quando per varj casi trapassata di Gente in Gente, finalmente sotto l'Augustissima Famiglia Austriaca pervenne. Non fu ne' tempi della libera Repubblica divisa in Provincie, come ebbe da poi; né comunemente altre leggi non conobbe se non le Romane (Pietro Giannone)

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